ISTITUTO MUSICALE PAREGGIATO “P. MASCAGNI” DI LIVORNO
CATTEDRA DI CULTURA MUSICALE GENERALE
docente: FABIO DE SANCTIS DE BENEDICTIS
ESAMI DI LICENZA - AVVISO PER I CANDIDATI PRIVATISTI

 

Si danno di seguito alcune indicazioni sull’esame suddetto, ai fini della massima trasparenza possibile e per armonizzare la preparazione personale dei candidati privatisti con alcune delle  impostazioni generali e di base del corso di studi: 
  1. la prova relativa alle modulazioni viene svolta attraverso la conferma del tono iniziale e finale, dove per conferma si intende una breve successione armonica terminante con cadenza composta. Ad esempio, nel caso di una modulazione dal tono X a quello Y, avremo di seguito:
    1. conferma del tono X
    2. modulazione al tono Y
    3. conferma del tono Y
  2. la prova delle modulazioni per il corso biennale viene svolta, salvo indicazioni contrarie da parte del Commissario Ministeriale, senza soluzione di continuità:
    1. conferma della prima tonalità (con cadenza composta)
    2. modulazione al secondo tono (tono vicino)
    3. conferma del secondo tono (con cadenza composta)
    4. modulazione al terzo tono (tono lontano)
    5. conferma del terzo tono (con cadenza composta)
  3. nella stesura del basso, relativamente al movimento delle parti, si considerano criteri di ordine vocale. In particolar modo:
    1. non sono ammessi ritardi ascendenti se non in forma di accordi di 11^ o di 13^
    2. i ritardi devono risolvere sul movimento, non sulla suddivisione
    3. le estensioni vocali di riferimento: Soprano do3-la4 (do3 = do centrale); Contralto sol2-mi4; Tenore un’ottava al di sotto del Soprano; Basso un’ottava al di sotto del Contralto
    4. ottave e quinte nascoste, nonché movimenti di entrata/uscita dall’intervallo armonico di unisono, si considerano ben risolti se riconducibili, nella loro intervallistica, a successioni intervallari presenti anche nelle cadenze
    5. non sono ammessi intervalli melodici dissonanti, tranne il cosiddetto “tritono ad uncino”
    6. è ammessa indifferentemente la stesura a parti late e/o strette.
  4. fermo restando quanto esposto al punto 3, il basso potrà presentare semplici figurazioni desunte dal repertorio barocco, da trattare in imitazione ove possibile.
  5. per la teoria armonica si fa riferimento, oltre che alla teoria dei gradi, anche alla teoria funzionale. Una sintetica bibliografia:
    1. AA.VV., a cura di Azzaroni, Loris, La teoria funzionale dell’armonia, Bologna, CLUEB 1991
    2. de la Motte, Diether, Manuale di Armonia, Scandicci (Firenze), La Nuova Italia Editrice 1988
    3. Piston, Walter, Armonia, Torino, EDT 1989
  6. l’analisi formale, sia per il corso annuale che biennale, si svolge sottoponendo al candidato un esempio musicale concreto; il candidato esporrà quindi le nozioni formali teoriche relative alla forma dell’esempio sottopostogli, procedendo poi all’analisi individuando le parti della forma e gli elementi all’interno delle singole parti; il brano analizzato potrà offrire lo spunto poi per l’analisi armonica e l’interrogazione sulla teoria dell’armonia; come forme di riferimento si considerano generalmente:
    1. forme ternarie romantiche: Mazurka, Valzer, Intermezzi, Capricci età., con riferimento soprattutto a Chopin e al Brahms più elementare
    2.  La Sonata classica (Haydn, Mozart, Clementi, il Beethoven più semplice) in tutti i suoi movimenti
    3. La Suite, con riferimento particolare alle Suites Inglesi e Francesi di Bach
    4. La Sonata di D. Scarlatti
    5. La Fuga, con particolare riferimento al Clavicembalo Ben Temperato di Bach